Quella specie che non ti aspetti

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Era pieno inverno e l’intenso verde fogliare di quelle due piante che si intravedevano a distanza in mezzo ad altre piante prive ancora di foglie, aveva attratto la mia attenzione. Man mano che mi avvicinavo, conoscendo la zona , pensavo di quali piante sempreverdi potesse trattarsi, visto che a parte qualche agrifoglio lì non ne vegetavano altre. Alla fine erano loro, due piante dell’estremamente rara  cerrosughera  (Quercus crenata Lam.).  Il territorio interessato è quello del Parco Nazionale della Sila in comune di Longobucco a quota 1.150 metri sul livello del mare.


Questa pianta , mai segnalata nel territorio del Parco Nazionale della Sila e della quale non si conoscono popolamenti significativi in tutto il territorio nazionale , ma solo esemplari isolati, o  raramente riunita in piccoli gruppi composti da 2-3 esemplari, sotto l’aspetto puramente tassonomico, risulta  ancora poco chiara. In tutta Italia se ne contano complessivamente appena qualche centinaia.
Alcuni Autori affermano che possa trattarsi di una specie  a se stante, mentre altri asseriscono che essa sia il prodotto di ibridazione tra il cerro (Quercus cerris) e la sughera (Quercus suber ).
Comunque,questa  seconda ipotesi, è sostenuta dalla maggioranza di autori, anche se  essa può osservarsi in comprensori dove non sono presenti né il cerro , né la sughera. Riferendoci al ritrovamento in Sila le due piante si trovano su un dolce pendio con esposizione Sud-Ovest dove sono presenti piante di cerro unitamente a piante di pino laricio , salici, biancospini, ginestre odorose, rose canine, ecc.


Il cerrosughera è  un ibrido fertile, ma essendo autosterile e vivendo generalmente isolato, si reibrida con il cerro, diffuso nelle stesse zone. E’ pianta sempreverde anche se a primavera rimane per qualche settimana senza foglie che ricompaiono in brevissimo tempo. Raggiunge i  20-25 metri d’altezza e vive bene sia su terreni acidi o neutri ed anche su terreni calcarei ben drenati. E'  specie eliofila che si incontra in boschi collinari e di media montagna ed ha areale nord Mediterraneo. La sua distribuzione in Italia è ancora poco conosciuta.
Foglie semplici coriacee di forma ellittica con margine dentato,picciolate,di colore verde scuro nella pagina superiore e grigio cenerino in quella inferiore.


Fiori simili a quelli del genere quercus, i maschili sono riuniti in amenti penduli e quelli femminili  poco vistosi, solitari o appaiati.
Frutti costituiti da ghiande (nocula) protette da  cupole peduncolate e a squame riflesse.
Radici legnose  inizialmente fittonanti e poi fascicolate. Corteccia sugherosa.  
La pianta ha portamento maestoso e raggiunge dimensioni notevoli, per cui alcune di esse sono state censite dal Corpo Forestale dello Stato come Alberi Monumentali. Anche in provincia di Cosenza e più precisamente in territorio del comune di Laino Borgo, il Comandate provinciale, Dr Francesco Curcio , ha fatto conoscere la presenza  di un considerevole esemplare, per l’appunto censito come albero monumentale.  


La presenza di queste piante  di specie finora ignorate nel territorio del Parco Nazionale della Sila, proprio in questo particolare momento in cui sembra essere a rischio  la eccezionale valenza naturalistica e scientifica  della biodiversità silana per i continui prelievi che la Stampa quotidianamente segnala, assume particolare valore come strumento per lo studio e la conservazione della stessa biodiversità. Sarebbe auspicabile che la Regione Calabria, così come altre Regioni hanno già fatto per la protezione della Quercus crenata, emanasse precise disposizioni  per la tutela e la conservazione  dell’intera  biodiversità sia essa faunistica che floristica. 

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