La processionaria arriva al Cupone nelle foreste più vetuste della Sila.
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Sarà capitato a tutti, recandosi in Sila , di riconoscere sulle chiome dei pini laricio i nidi delle larve della Processionaria (Thaumetopoea pityocampa). Questi parassiti, che restano dannosi solo allo stadio di larva per il loro apparato boccale masticatorio e che invece diventano innocui da adulti per il loro apparato boccale semplicemente lambente-succhiante, quest'anno , purtroppo, stanno facendo registrare la loro presenza nelle foreste più vetuste dell'altipiano silano e più precisamente i suoi attacchi sono visibili a quota 1.160 sul livello del mare nelle plurisecolari pinete che insistono sulla destra orografica del torrente Cecita dopo poco il ponte che attraversa l'omonimo lago e poco dopo la località Cupone per chi da Camigliatello si reca verso la Fossiata.
Deve il suo nome il suo nome di Processionaria alla caratteristica abitudine di muoversi allo stadio di larva in fila, formando una sorta di "processione". Oltre i pini, fra i quali il nostro pino laricio, predilige attaccare anche cedri e larici.

Gli adulti , compaiono durante i mesi di luglio-agosto, a seconda dell'andamento climatico ed hanno vita brevissima, appena due giorni, durante i quali depongono le uova , anche fino a 300, a modo di manicotto intorno gli aghi dei pini. Le uova dopo circa un mese schiudono le larve che dotate di forti mandibole si nutrono degli aghi, riuscendo perfino a scheletrizzarli , rendendo così le piante più deboli e possibili prede anche di altri parassiti. Man mano che le larve si muovono sulla pianta per nutrirsi, emettono continuamente una bava setosa formando così un nido dove affronteranno l'inverno.
Riprendono la loro attività ad inizio primavera e arrivate a maturità verso la fine di maggio scendono dalla pianta per interrarsi in un bozzolo dove trascorreranno circa un mese allo stadio di crisalide (può prolungarsi anche per uno o più anni) e quindi avvenuta la metamorfosi, a luglio- agosto,compaiono gli adulti.
Le femmine sono le prime a recarsi sugli alberi ad alto fusto, dove vengono in seguito fecondate dal maschio.
Il lepidottero vola alla ricerca della pianta più adatta per la deposizione delle uova e il ciclo ricomincia.
Le larve riescono ad arrecare gravi danni alle piante attaccate causando disseccamenti e defogliazioni anche di forte entità. Da qui la necessità di procedere ad adeguate forme di prevenzione e di controllo che siano in grado di evitare la distruzione delle piante colpite dall'infestazione. Esistono differenti metodi per combattere la processionaria.
Il primo di questi è la lotta meccanica che consiste nell'eliminare i nidi di processionaria mediante il taglio dei rami attaccati e il loro bruciamento. Il periodo è quello invernale prima che le larve riprendano la loro attività sulla pianta. Il metodo si rileva efficace in caso di piccoli attacchi, se la superficie risulta piuttosto ristretta e se i nidi sono facilmente raggiungibili e ben chiusi. Detta operazione è oltremodo pericolosa perché le larve sono urticanti e possono creare seri danni agli operatori che dovranno usare le dovute precauzioni quali maschere, occhiali e guanti.
Per superfici più ampie la lotta biologica è attualmente quella più utilizzata. Si ricorre al Bacillus thuringiensis kurstaki (Btk), che riesce a paralizzare le larve danneggiando i suoi centri nervosi. Il trattamento viene effettuato con atomizzatori o mezzi aerei. Purtroppo anche i risultati di questo tipo di lotta non sempre in "campagna" , sono quelli sperati. Infatti le spore del bacillus, attaccano indiscriminatamente altri lepidotteri come ad esempio quelli utili per la loro azione impollinatrice, arrecando così gravi danni ecologici di difficile valutazione.
Mezzi complementari di lotta sono inoltre costituiti dalle trappole a feromoni sessuali per la cattura dei maschi adulti evitando così la fecondazione delle uova. L'installazione di queste trappole deve precedere di poco lo sfarfallamento degli adulti.
Altro mezzo è l' endoterapia che consiste nell'immissione di sostanze insetticide o fungicide direttamente all'interno del sistema vascolare della pianta, esplicando così un' azione di protezione per tutta la stagione. E infine,colle entomologiche e trappole da porre lungo la circonferenza del fusto nel periodo di discesa delle larve prima di tessere il bozzolo, completano i metodi di lotta adoperati.
Gli interventi messi in atto contro la processionaria non possono evitare il ripresentarsi in futuro di nuove infestazioni, ma devono perseguire l'obiettivo di contenere per quanto possibile la diffusione del parassita e, di conseguenza, l'azione dannosa.
Ci si auspica pertanto un pronto intervento da parte degli Istituti preposti, ricordando che il controllo della processionaria del pino è comunque regolamentato da un decreto di lotta obbligatoria (DM 17 aprile 1998).


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