Itinerario storico - Nocara

Nocara, Hits 1311

Le origini di Nocara non sono certe; la prima attestazione della presenza di un centro urbano con questo nome risale al XII secolo quando, dopo la conquista della Calabria da parte dei Normanni, tra i feudi donati da Roberto il Guiscardo ad un suo soldato, viene ricordato anche quello di Nucaria.

E' diffusa tra gli abitanti di Nocara la tradizione che indica il paese come il luogo di nascita di Ponzio Pilato, il procuratore romano della Palestina che permise il martirio di Gesù. I Bruzi, gli antichi abitanti della regione, si erano mostrati da sempre ostili ai Romani e si opposero all'annessione della Calabria a Roma; per questo motivo furono considerati poco affidabili da parte dei conquistatori e, caduto il Bruzio sotto la dominazione romana, gli indigeni, vittime dei pregiudizi, furono impiegati per i lavori più umili.

Un'antica tradizione, ripresa da più storici già dal XVII secolo, vuole che l'attuale centro abitato sorga nel luogo dove una eroe acheo con i suoi compagni di viaggio, reduci dalla guerra di Troia, fermarono il loro pellegrinaggio e fondarono una città. Epeo, costruttore del cavallo di Troia, diede all'insediamento il nome di sua madre: Lagaria. Altre interpretazioni vogliono che il nome della città provenga dal pastore Lagaride, che pasceva il suo gregge sul monte sul quale fu edificata la città, o dagli eroi greci stanchi dal lungo viaggio: i lagaroi (gli esausti). La denominazione di Lagarino, data al castello medievale, costruito sul punto più alto del colle ed attorno al quale si sviluppò l'abitato, avvalora questa tradizione. Non manca neanche un riferimento all'Odissea: il vicino Piano della Noce fu riconosciuto da uno studioso della geografia omerica come il luogo dove si trovava la grotta nella quale il ciclope Polifemo tenne prigioniero Ulisse ed i suoi compagni.

Stando ai ritrovamenti archeologici, Nocara fu abitata sin dall’Età del Bronzo, anche se è in epoca medievale che si formò l’agglomerato vero e proprio; nei pressi dell’attuale centro storico sono stati rinvenuti, infatti, una serie di frammenti protostorici che costituiscono la testimonianza delle primitive abitazioni sul sito. E’ evidente che la privilegiata posizione geografica del luogo, una vera acropoli naturale, l’aveva resa già in tempi remoti sede prediletta nel sistema di valli fluviali e di passi che mettevano in comunicazione le aree circostanti. Durante le indagini archeologiche sono emerse due aree con maggiore concentrazione di frammenti protostorici: la prima in località Serrone e l’altra nei pressi del Cimitero, mentre altre e numerose sono le tracce di vita per epoche arcaiche successive.

Le notizie documentate, invece, risalgono al ‘400 quando Nocara e Canna entrarono nei domini del Conte di Marsico e, successivamente, in quello dei Sanseverino, Conti di Lauria cui furono confiscati nel 1496. Molti altri feudatari si susseguirono nel territorio e nel 1802, prima delle leggi eversive, Canna e Nocara ottennero di rientrare nel Demanio Regio.

Per rendere completa la visita di Nocara sotto l’aspetto storico, obbligatoria è la visita del Museo Comunale Epeo. Istituito nel 1993, è ubicato nei locali del Municipio e costituisce un importante elemento del patrimonio storico-artistico di Nocara. Si tratta di una consistente raccolta di opere di pittura e scultura intitolata al mitico fondatore della città, eroe omerico ideatore del cavallo di Troia e consta di una serie di sezioni, quali: opere dell’artista italo-argentino Tommaso di Taranto (olii, disegni, bozzetti donati direttamente dal maestro al Comune di Nocara);

- opere dell’artista nocarese Caterina Pisilli; mostra permanente del libro (raccolta di testi di autori dell’alto Jonio cosentino e di tutta la bibliografia sul territorio nocarese); raccolta delle opere pittoriche vincitrici del concorso annuale che si svolge a Nocara.

Il Museo, con la sua vocazione per l’arte contemporanea, sintetizza così gli elementi fondativi di cui si costituisce la società nocarese: tradizione e contemporaneità; la prima sintetizzata perfettamente dal Santuario degli Antropici, emblematica testimonianza del passato bizantino del territorio e, la seconda, dal museo Epeo.
Info Museo: 0981-934442

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