Itinerario storico Carpanzano

Carpanzano, Hits 1373

Le origini di Carpanzano risalgono alla fine del X secolo, quando, intorno al 986, si registrarono le incursioni saracene nella città di Cosenza. In origine Carpanzano era costituito da più rioni: San Mauro, San Pietro in Verzerio e San Felice.

A quel tempo si costituì un incastellamento, ovvero una costruzione fortificata destinata ad accogliere tutti i cittadini. Sulla nascita del sito, tuttavia, è stata proposta anche l’ipotesi per cui Carpanzano fu una importante guarnigione militare posta tra il mare e la Sila e tra il Savuto e l’area catanzarese e, proprio in questo incrocio strategico, si trovano i resti di un antico Convento.

Luigi III d’Angiò, nel 1442, concesse il feudo del barone Di Grazia al dominio regio di Cosenza facendo assumere a Carpanzano i connotati governativi e amministrativi degli altri casali. Secondo alcune notizie storiche e secondo varie ipotesi il nome Carpanzano deriva dalla voce ebraica Carpenzano, che significa cavità del monte fumante, essendo il paese costruito su un cratere di vulcano spento. Altre notizie certe che trovano riscontro documentale, risalgono al 1535, anno in cui l’imperatore Carlo V nel ritorno vittorioso dall’Africa, passò per l’abitato di Carpanzano e lasciò nel paese un drappello di soldati ed il suo mantello che si conserva ancora oggi come piviale. I soldati di Carlo V non fecero più ritorno in patria ma diventarono agricoltori ed artigiani.

Distrutto dal terremoto del 1638 e dai briganti, il paese, che si chiamava Carpente e Carpadoro, venne ricostruito poi con il nome di Carpanzano. Nel 1799 fu inserito nel dipartimento della Sagra dal Generale Championnet divenendo capoluogo di governo delle Università di Altilia, Belsito, Grimaldi ed altri paesi vicini. Solo nel febbraio del 1937 divenne Comune autonomo.

Il patrimonio storico-artistico di Carpanzano denota la presenza delle notabili famiglie di un tempo attraverso pregevoli residenze che si ergono nel centro storico, ciascuna con le sue caratteristiche e possenti moli architettoniche, accanto alle numerose e bellissime Chiese. Tra di essi:

-    Palazzo Bilotti: costruito nel XVII secolo, si trova nel centro storico ed ha una splendida vista sulla valle del Savuto. A pianta quadrata, l'edificio si eleva su tre piani. La facciata è composta da tre loggiati sovrapposti con tre ordini di arcate (a doppia ghiera) suddivise da pilastri. Il portale è in pietra. All'interno del piano intermedio sono presenti numerosi elementi in stile barocco con fastigi di legno;

-    Palazzo Tucci: fu costruito nel '600. L'attuale struttura presenta le tracce di numerosi interventi di ampliamento e migliorie. È composto da due ali: in quella destra c'è il portale d'ingresso sul cui arco è posto lo stemma (qui è ben visibile una feritoia "spiocino" dalla quale si poteva controllare la zona antistante il portone d'ingresso ed, se necessario, sparare); l'ala sinistra è composta da due piani che mostrano grandi finestre rettangolari. Vi si accede tramite una porta ad unico battente in legno intagliato. Agli inizi del '900 venne costruita sul fianco di quest'ala una loggia obliqua. Internamente, le stanze comunicano attraverso scale in legno o in muratura. L'edificio ha ampie soffitte;

-    Palazzo Mirabelli: edificato tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo, si erge su tre piani nella zona chiama "'U chianu da Serra", davanti ad un piccolo giardino. È caratterizzato da elementi architettonici di estrazione neoclassica; tipici di quel periodo sono, infatti, le decorazioni del piano superiore ed i capitelli delle lesene in pietra lavorata che, in gran parte, sono stati asportati dalle facciate e sistemati come ornamento lungo l'ampio cortile interno;

-   Palazzo baronale De Grazia: si tratta dell'edificio gentilizio più antico del paese. La sua edificazione si fa risalire a epoca tardo medievale. Sul portale uno stemma attribuito alla famiglia De Grazia. All'interno è presente un altro portale sovrastato da uno stemma raffigurante un abete. Particolari sono le feritoie strette e lunghe adiacenti al portone, una volta per dare aria e luce all'ingresso;

-    Palazzo Mantovani: in origine fu un insediamento militare. Costruito nella parte centrale del paese, ha al suo interno tracce di una torre di guardia. Molte le personalità che lo hanno abitato: giudici, notai, magistrati e un vescovo, don Claudio Mantovani;

-   Palazzo Micciulli: si trova nel cuore del centro storico. Lo stile sobrio, tipico del periodo tardo rinascimentale, lascia pensare a una fortificazione. Ha un cortile interno;

-   Palazzo Donadeo: potrebbe risalire al '700. L'entrata principale affaccia direttamente sulla strada; il portale, invece, è sormontato dallo stemma di famiglia che ricorda, se pur lontanamente, quello degli Aragona;

-   Palazzo Anania: conserva un portale ad arco in pietra, sovrastato dallo stemma;

-  Palazzo Aragona: edificato nell'anno dell'insediamento di Bernardino Aragona nel feudo di Carpanzano (1442), è oggi sede del Municipio;

-   "Curtigliu": in italiano significa corte; potrebbe essere, quindi, la Corte del vicino palazzo Mantovani. In essa poteva essere ospitata la guarnigione militare della famiglia Mantovani. Di un certo interesse la grande scala esterna in tufo, con i gradini molto consumati dall'uso;

-   Palazzo Cristiani: si trova nel quartiere dell'etnia francese. Di un certo interesse è il grande arco in pietra (prelevata lungo le rive del Savuto e nelle cave locali) scalpellata. Di non minore interesse è un mezzo arco, ubicato nei pressi di quello grande, sul quale poggi una scala esterna;

-  Monumento ai Caduti: nel cuore del centro storico, rappresenta un soldato ferito e morente che ha una mano sul cuore e con l'altra si regge la bandiera italiana;

-  Monumento ai Caduti sul lavoro: lapide marmorea posta quasi all'entrata del paese. Ricorda i carpanzanesi morti sul lavoro e a causa di malattie professionali.

Degne di nota in questo itinerario storico che riguarda Carpanzano, infine, sono: le Edicole religiose, dette dai carpanzanesi "connicedde": delle otto che esistevano originariamente ne sono rimaste due. Una è situata sulla strada Tozzarello / Silana ed detta di Buommis; l'altra si trova in prossimità della ex SS. N. 19.

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