Itinerario storico Bocchigliero

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Le origini di Bocchigliero sono incerte: secondo alcuni storici la cittadina sorse sul sito di una antica città enotria, secondo altri nacque dalla unione di più casali preesistenti sul territorio. Probabilmente venne fondata dai Romani durante la seconda guerra punica sulle rovine di una cittadella bruzia fortificata. Proprio i coloni Romani, che qui si dedicarono alla pastorizia, la chiamarono "Bocchilierus" (dalle parole baculus ed erus) ovvero paese abitato dai pastori. C’è anche chi la ritiene di origine ebraica, come lo scrittore Vincenzo Padula.

La cittadina, circondata da splendidi boschi, ha molto da offrire al turista anche dal punto di vista architettonico e artistico e, grazie alla sua posizione geografica nascosta tra i monti, ha risentito relativamente degli episodi drammatici che in certe zone ebbero evidenti ripercussioni (il passaggio di Alarico, gli eventi romani, ecc.); tuttavia, rimase spesso ai margini dei rapporti con gli altri centri e le altre popolazioni.

Le prime notizie documentate risalgono, tuttavia, all’epoca angioina: dal XIV secolo il borgo di Bocchigliero fece parte del vasto complesso feudale dello stato di Cariati e nel 1407 è attestato quale “possesso” dei Ruffo di Montalto. Dopo una serie di avvicendamenti che la videro di proprietà degli Spinelli di Fuscaldo e poi quelli di Seminara, nel 1678 fu venduta al nobile di Rossano Alessandro Labonia. Nel 1694, acquistata dal patrizio cosentino Bartolo Sambiase, Bocchigliero divenne contea e restò di loro proprietà fino all’eversione della feudalità. Nel 1811 divenne Comune autonomo e, nei tempi successivi, subì per lungo tempo il fenomeno del brigantaggio.

Il complesso monastico dei Padri Riformati o Santuario della Madonna de Jesu si erge in posizione panoramica, a circa mille metri di altezza e domina l’intero abitato; la sua fondazione risale alla miracolosa apparizione della Vergine verosimilmente attorno al 1587 e nel suo interno domina l’icona della Madonna delle Nevi, dipinti afferenti alla scuola pretiana, la cosiddetta croce caravacca lavorata in madreperla e con elementi della Terra Santa e così via. Registri, Bolle pontificie, privilegi regi e altri preziosi documenti sono stati rinvenuti nell’archivio di questa Chiesa che conservava anche il manoscritto del 1615 di Frà Benedetto da Rossano.

Resti di interesse archeologico sono inoltre visibili nel vallone Mula; in località monte Basilicò ove si evincono resti di un probabile insediamento brettio; in località Macchia del Calvario ove, sebbene manchino certezze cronologiche, è stato ritrovato un grosso dolio contenente un vaso di rame (forse appartenuto ad una fattoria brettia); in località San Vito e nel sito Serra del Monumento.

La Pinacoteca Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Bocchigliero, vanta una serie di importanti opere di artisti calabresi e bocchiglieresi esposte in un antico palazzo settecentesco: il palazzo Tucci, rilevato dall’Amministrazione Comunale e destinato a Museo. L’androne del palazzo è dedicato alla figura del noto artista locale nonché studioso di storia e cultura calabrese e bocchiglierese, Domenico Fontana, responsabile anche del Museo: opere di grande formato che risaltano le figure eccellenti susseguitesi nella storia del paese, i poeti, i medici, i pensatori con l’intento di realizzare un palazzo-museo della storia e della società bocchiglierese.

Altre sale espongono opere di artisti contemporanei quali Alfredo Granata, Flaccavento e opere di artisti bocchiglieresi come Franco Santoro di cui si possiede un bozzetto in grande formato raffigurante il Miracolo di Sant’Antonio, realizzato prima dell’affresco nella Chiesa intitolata al santo, in Venezuela ove il pittore è molto attivo.

Gli spazi espositivi contengono, inoltre, sculture e dipinti di Domenico Fontana e, infine, una sala è dedicata ai giovani bocchiglieresi, studenti o diplomati nelle Accademie di Belle Arti.
Info: 0983-92001

Merita una visita anche il Museo della Civiltà Contadina, che rappresenta, insieme alla Pinacoteca Comunale ed alla Sala Espositiva d’Arte Sacra, un piccolo scrigno d’arte e di cultura nascosto nella meravigliosa cornice silana di Bocchigliero. Il Museo contadino, ben organizzato e dalle ottime potenzialità didattiche per i reperti unici che presenta nell’ambito della storia della civiltà contadina e della storia sociale, presenta diverse sezioni ciascuna delle quali espone gli utensili e gli attrezzi relativi agli antichi mestieri della civiltà bocchiglierese: sezione del pastore e del contadino; sezione interno di una casa comune; sezione lavorazione delle fibre naturali (baco da seta, ginestra, filatura e tessitura con expo tessuti). La visita continua con le ulteriori sezioni: gli utensili connessi alla lavorazione del pane (con l’introvabile tavolato che prevedeva la seguente utilizzazione: dopo l’impasto e la forma, il pane veniva messo crudo sul tavolato, nelle apposite forme tonde e sopra un panno di stoffa e tutto il tavolato veniva portato al forno del paese per la cottura, in testa alle donne); gli utensili del fabbro e per l’allevamento e l’utilizzo dell’asino; gli antichi mestieri (il calzolaio, il falegname e gli strumenti musicali); la produzione del vino (imponente in questo sala espositiva bocchiglierese) con un enorme palmento e con grosse botti e altri oggetti legati alla produzione del vino.

Il Museo espone anche una ricca sequenza di fotografie storiche (circa 400) che documentano e ricostruiscono rapporti sociali, feste religiose, lavoro sui campi, antichi mestieri, costumi e famiglie.
Info: 0983-92001

L’itinerario storico-artistico di Bocchigliero, prevede anche la visita ad una serie di palazzi storici di particolare interesse, quali palazzo Barrese, Bossio, Pugliesi ecc.

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